Per molto tempo gli scienziati hanno ritenuto che i nostri geni fossero la cabina di regia della nostra vita e che fossero loro a gestire anche le nostre emozioni e inclinazioni, compresa quella alla felicità.
Qualche anno fa, però, la ricercatrice Sonja Ljubomirsky, una delle figure più autorevoli della positive psychology, ha pubblicato i risultati di un importantissimo studio (contenuto in Boosting Happiness and Buttressing Resilience) che dimostra che la felicità è costruita solo al 50% da una predisposizione genetica a vedere le cose in modo positivo, a cui bisogna sommare un 10% dato dall’influenza degli eventi esterni e, soprattutto, un 40% determinato da ‘attività intenzionali’, come pensieri, sensazioni e azioni.
In quest’ottica, il detto “la tua felicità è nelle tue mani” non è più solo un detto, ma diventa un’espressione che acquisisce una rilevanza scientifica fondamentale perché significa che, imparando a gestire pensieri ed emozioni, nutrendoli con costanti pratiche di benessere e diventando attori consapevoli della nostra vita, la felicità diventa una possibilità concreta.
E a questo punto diventa semplice capire che l’ambiente in cui vivi e lavori è parte integrante di questo processo.
Prenderci cura dell’ambiente in cui viviamo non è solo questione di estetica, di ordine o di pulizia ma una forma di igiene mentale. Il nostro cervello scansiona costantemente lo spazio circostante e se trova caos e stimoli negativi reagisce alzando i livelli di cortisolo, un ormone importantissimo per la nostra sopravvivenza, ma che se in eccesso contribuisce all’aumento dello stress.
Cosa possiamo fare quindi per fare in modo che l’ambiente in cui viviamo sia capace di alimentare ogni giorno sensazioni e pensieri positivi?
Decluttering
Il disordine viene percepito dal cervello come qualche cosa di incompiuto, per questo genera pensieri ed emozioni negative e viene vissuto come un costante segnale di allerta.
Ogni oggetto fuori posto sovraccarica il cervello poiché viene percepito con un stimolo da elaborare per questo può far emergere pensieri come: Non ho controllo, Non sono abbastanza organizzata, Non riesco a gestire tutto.
Inoltre il disordine amplifica emozioni già presenti: se sei stanca, il disordine ti fa sentire più stanca, se sei ansiosa, il disordine ti fa sentire più ansiosa. Ovviamente non è la causa unica, ma un moltiplicatore emotivo.
Quindi impara a circondati solo di cose che evocano pensieri ed emozioni positive e lasciare andare senza sensi di colpa ciò che ti appesantisce.
Luce e Colore
Luce e colore non sono semplici “scelte estetiche”: sono stimoli emotivi potentissimi. Quando non sono armonici, coerenti o adeguati al momento della giornata, possono generare stress, irritabilità, stanchezza mentale e persino tristezza.
La luce regola il nostro ritmo circadiano, influenzando umore e sonno. Una luce troppo forte attiva il sistema di allerta, una luce troppo debole genera un senso di pesantezza e poca energia.
Lo stesso vale con i colori. Colori sbagliati generano emozioni negative. I colori troppo saturi sono energizzanti, ma se usati in grandi quantità creano sovrastimolazione e possono diventare stressanti facendo anche percezione lo spazio più piccolo.
Sarà per questo che molti di noi si sentono più stanchi quando la pioggia rende tutto grigio e piatto.
Piante
Le piante in casa hanno smesso di essere solo elementi decorativi, hanno effetti profondi e misurabili sul benessere emotivo, mentale e fisico. Uno studio dell’Università di Hyogo mostra che bastano 3 minuti di osservazione per ridurre la frequenza cardiaca e migliorare l’umore.
Le piante migliorano la qualità dell’aria poiché sono in grado di filtrare sostanze nocive come formaldeide, benzene e tricloroetilene, migliorando la salubrità dell’ambiente domestico. Alcune piante come felci e aloe sono capaci di regolare l’umidità, rilasciano vapore acqueo e aiutano a mantenere un’umidità equilibrata, utile soprattutto in inverno con i riscaldamenti accesi.
Le piante migliorano l’umore, stimolano emozioni positive e rendono gli ambienti più accoglienti e armoniosi. Guardarle o prendersene cura ha un potente effetto calmante e meditativo, poiché sposta l’attenzione dai propri loop mentali verso l’esterno.
Ancore Funzionali
Un’ ancora funzionale è un ponte diretto tra ambiente e comportamento. E’ un punto dello spazio che collega un luogo preciso ad un comportamento desiderato a. In pratica: lo spazio ti guida automaticamente verso l’azione giusta.
Non è magia, è neuroscienza applicata all’ambiente.
Perché funzionano? Perché Il cervello ama le scorciatoie. Quando un’azione è sempre associata allo stesso luogo, diventa più facile, più automatica, meno faticosa, meno soggetta alla procrastinazione riducendo la decisione fatigue.
Cosa puoi fare subito nel pratico a casa tua?
- Una zona d’ingresso che ti invita a svuotare le tasche
Posiziona un vassoio, ti evita di spargere chiavi, monete, scontrini ovunque.
- Una “zona tè” o “zona caffè”
Metti tutto in un punto e trasforma questo momento in un rituale piacevole.
- Una postazione lavoro minimal
Scegli pochi oggetti, utili e coerenti, ti garantiranno una concentrazione immediata e focus duraturo.
- Una zona per lo yoga o l’allenamento
Posiziona tappetino e attrezzi così avari meno barriere d’ingresso e una routine più fluida.
- Una o più ceste per la biancheria da lavare
Evita che i panni sporchi sparsi per casi diventino “rumore visivo”.
Migliorare l’ambiente significa passare dal subire lo spazio al progettarlo per viverlo in modo più piacevole, leggero e coinvolgente. Quando l’ambiente è ordinato e intenzionale, la mente si sente al sicuro e può finalmente smettere di stare in allerta, lasciando spazio a pensieri più creativi e sereni.
Se anche tu desideri trasformare la tua casa in un generatore di pensieri positivi io ti posso aiutare ad ottenerlo! Parliamone, prenota ora un appuntamento telefonico conoscitivo con me!
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